10/31/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/31/2026 06:04
I negoziatori dei 182 Paesi partecipanti alla Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (COP17), tenutasi in Armenia, hanno concordato un piano d'azione per accelerare il raggiungimento degli obiettivi globali per la natura fissati per il 2030. Le Parti hanno inoltre raggiunto un consenso su diverse questioni fondamentali relative ai finanziamenti per la biodiversità e individuato un percorso condiviso per rafforzare gli approcci basati sui diritti umani nell'ambito della Convenzione sulla diversità biologica (CBD). Una votazione ha inoltre stabilito che sarà Quito, in Ecuador, a ospitare la COP18 nel 2028.
Il percorso di Yerevan
Al termine di due intense settimane di negoziati a Yerevan, il WWF accoglie con favore la decisione adottata sulla revisione globale (Global Review). Il documento riconosce che le azioni intraprese finora sono insufficienti e che occorre innalzare il livello di ambizione nell'attuazione degli obiettivi per la natura al 2030. La decisione della COP, denominata «Percorso di Yerevan» (The Yerevan Pathway), contiene indicazioni a lungo dibattute per consentire ai Paesi di accelerare e intensificare gli interventi, anche attraverso il rispetto degli impegni finanziari e la riforma di almeno 500 miliardi di dollari di sussidi dannosi che contribuiscono alla distruzione della natura.
«La revisione globale rappresenta un segnale forte per i Paesi: devono fare di più per proteggere la natura. Tuttavia, senza un chiaro impegno ad aumentare le risorse finanziarie necessarie per tradurre gli obiettivi in risultati concreti, temo che i finanziamenti continueranno a essere il principale nodo irrisolto dei vertici delle Nazioni Unite sulla biodiversità. I negoziatori, una volta rientrati nei rispettivi Paesi, dovranno trasformare le conclusioni della revisione globale in azioni concrete e mirate, accelerando il ripristino della natura attraverso una profonda trasformazione dei settori e delle attività a maggiore impatto negativo, a partire dai sistemi alimentari e finanziari», ha dichiarato Daudi Sumba, responsabile globale della Conservazione del WWF Internazionale.
Le difficoltà sui finanziamenti
I governi hanno incontrato notevoli difficoltà nel raggiungere un'intesa sull'assetto dei finanziamenti per la biodiversità dopo il 2030, ma alla fine hanno concordato un elenco di criteri che guideranno la definizione della struttura del futuro meccanismo finanziario permanente. Le Parti hanno inoltre approvato l'ampliamento, su base volontaria, della platea dei Paesi donatori che contribuiscono ai finanziamenti internazionali per la biodiversità, nonché una revisione formale degli attuali strumenti di finanziamento degli interventi a tutela della biodiversità: il Global Environment Facility (GEF) e il Global Biodiversity Framework Fund (GBFF).
Alla COP16, in Colombia, il Fondo di Cali era stato salutato come uno dei principali risultati della conferenza. Tuttavia, i progressi verso la sua effettiva operatività si sono arrestati: alcuni Paesi hanno proposto che il Fondo debba raggiungere una soglia minima compresa tra 150 e 200 milioni di dollari prima di poter essere attivato.
L'obiettivo del Fondo è raccogliere almeno un miliardo di dollari all'anno dalle imprese che utilizzano le informazioni digitali sulle sequenze genetiche (Digital Sequence Information, DSI) relative alle risorse genetiche per sviluppare prodotti, ad esempio nei settori farmaceutico, dei detergenti e della cosmetica. Le Parti hanno confermato le aliquote indicative di contribuzione previste per le imprese e concordato il rilascio di certificati su base provvisoria, per evitare duplicazioni nei pagamenti. Una revisione del Fondo è stata programmata per la COP18, ma, considerando che alla chiusura della conferenza erano stati promessi soltanto 10.000 dollari, sarà fondamentale proseguire il lavoro nelle riunioni intersessionali.
Un problema che viene da lontano
«Quando la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica fu adottata per la prima volta, nel 1992, uno dei suoi pilastri fondamentali era garantire una ripartizione giusta ed equa dei benefici derivanti dalla biodiversità, in particolare a favore dei Paesi fornitori delle risorse e delle comunità locali», ha dichiarato Vishaish Uppal, responsabile Governance, Diritto e Politiche del WWF India. «A quasi 35 anni di distanza, continuiamo a non vedere le imprese che traggono profitto dalla natura condividere i benefici economici con i Popoli indigeni e le comunità locali, custodi di gran parte della biodiversità da cui dipendono le loro stesse attività. È davvero arrivato il momento che i Paesi superino queste divergenze, affinché le risorse finanziarie possano raggiungere le persone e i territori che ne hanno più bisogno».
Prima dell'avvio dei negoziati, le Nazioni Unite avevano pubblicato un rapporto globale che evidenziava importanti lacune nell'adozione di approcci basati sui diritti umani e nell'effettivo coinvolgimento dei titolari di diritti nelle politiche nazionali per la biodiversità. Il WWF accoglie quindi con favore il compromesso raggiunto dalle Parti sulle modalità di governance dell'Organo sussidiario relativo all'articolo 8(j) della Convenzione. Istituito durante la COP16, questo organismo rappresenta un passo fondamentale per garantire la partecipazione piena ed effettiva dei Popoli indigeni e delle comunità locali ai lavori della Convenzione.
Le iniziative positive
A margine della conferenza, la Presidenza armena della COP17 ha inoltre annunciato diverse iniziative positive, tra cui la costituzione di un gruppo di Paesi intenzionati ad accelerare la riforma dei sussidi dannosi che alimentano la perdita di biodiversità e una Dichiarazione congiunta sulle sinergie tra le Convenzioni di Rio, volta a rendere più coordinata ed efficace l'attuazione degli impegni assunti nell'ambito delle tre Conferenze delle Parti dedicate al clima, alla biodiversità e al degrado del suolo.
La Presidenza ha inoltre annunciato che, nel corso della conferenza, i partecipanti hanno mobilitato impegni finanziari per un totale di 1,8 miliardi di dollari, ai quali si aggiungono ulteriori contributi di minore entità. Il WWF valuta positivamente anche il primo dialogo tra ministri dell'Ambiente e delle Finanze, organizzato a Yerevan dalla Presidenza della COP17, e auspica che questa iniziativa prosegua per affrontare le profonde trasformazioni sociali necessarie nei principali settori economici.
«La biodiversità riguarda i sistemi naturali che sostengono le nostre vite e le nostre economie. La natura ci fornisce il cibo che portiamo sulle nostre tavole, l'acqua pulita che scorre dai nostri rubinetti, l'impollinazione indispensabile per le colture e i suoli sani su cui si fonda la sicurezza alimentare globale», ha dichiarato Guido Broekhoven, direttore globale delle Politiche multilaterali del WWF Internazionale. «Nonostante le numerose pressioni che i governi si trovano attualmente ad affrontare a livello nazionale, i Paesi riuniti a Yerevan sono riusciti a concordare un impegno collettivo per rafforzare le azioni a favore della natura. Ed è un risultato di cui essere orgogliosi».